CENSIMENTO E IDENTIFICAZIONE CASE A BOTTE Santa Maria a Vico (CE)
Anno: 2021
Luogo: Santa Maria a Vico (Caserta)
Committente: Comune di Santa Maria a Vico (Caserta)
Incarico: Attività Tecnico-Amministrativa per il Censimento e Identificazione delle Case a Botte estradossate nel territorio Comunale in ottemperanza alle disposizioni di cui all'Art. 47 del P.U.C. vigente
Categoria: Opere Pubbliche
Team: Arch. Fabio Campagnuolo, Arch. Pasquale De Lucia, Arch. Gaia Campagnuolo, Geom. Francesco Nocerino, Rosamaria De Pietro (laureanda in architettura), ai quali si è aggiunta nella fase di indagine Maria Pia Ferrara (laureanda in Architettura)
L’incarico è stato compiutamente finalizzato all’elaborazione di uno STUDIO STORICO - DOCUMENTALE riguardante la localizzazione di detti manufatti, l’evoluzione insediativa e la consistenza attuale, predisponendo specifiche linee guida di intervento, che ha riguardato i seguenti punti:
1. Localizzazione dei manufatti (Identificazione sul campo anche mediante soluzioni tecnologicamente avanzate e restituzione su supporto digitale aerofotogrammetrico delle costruzioni che ancora presentano copertura a volta estradossata. Verifica delle segnalazioni ricevute dai cittadini sulla presenza di esemplari riconducibili a tale classificazione);
2. Definizione della consistenza attuale (Indagine conoscitiva dei singoli manufatti localizzati nel corso dell’attività 1. Rilievo metrico di massima e rilievo fotografico. Restituzione grafica, completa di identificazione catastale e di indicazione delle principali caratteristiche morfologiche, tipologiche e tecnologiche, in apposite schede conoscitive);
3. Valutazione dell’evoluzione insediativa (ricerca biologica ed archivistica sull’Origine delle Case a Botte. Analisi comparativa con fenomeni di architettura rurale simili. Studio analitico per l’individuazione delle ipotesi di sviluppo morfologico dei manufatti nel corso del tempo e delle tendenze evolutive delle principali matrici tipologiche che ne contraddistinguono le modalità di insediamento del territorio);
4. Predisposizione delle linee guida di intervento (Redazione di una relazione di sintesi dei dati emersi dalle altre attività. Classificazione degli interventi consistenti e illustrazione delle tecniche edilizie adatte ad accompagnare tali interventi nel rispetto delle caratteristiche peculiari dei manufatti censiti e degli elementi costruttivi in essi ancora individuabili).
5. Mantenimento costante dei rapporti con gli altri Enti al fine di ottenere i relativi pareri o nulla osta preventivi.
L’indagine conoscitiva dei singoli manufatti localizzati durante i sopralluoghi condotti sul territorio di Santa Maria a Vico ha consentito di definire l’effettivo stato di consistenza attuale delle Case a Botte che risultano essere presenti in circa un centinaio di esemplari.
Di seguito si illustrano sinteticamente i dati emersi dalle attività eseguite con particolare riferimento alle principali caratteristiche morfologiche, tipologiche e tecnologiche delle costruzioni analizzate.
PRINCIPALI CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE E TIPOLOGICHE
Considerato che la peculiarità delle Case a Botte è la copertura a volta estradossata, le principali caratteristiche morfologiche e tipologiche individuate riguardano quindi il tipo di copertura estradossata che, come si evince dai diagrammi di sintesi, risulta essere per la maggior parte a botte - 69,1% - mentre il 20,6% è a padiglione.
Il restante 10,3% rappresenta una peculiare condizione in cui la copertura a volta a botte o a padiglione estradossata non risulta propriamente a vista, ma essendo la sua presenza comunque chiaramente leggibile dall’esterno può ritenersi recuperabile attraverso le tipologie di interventi edilizi consentite.
PRINCIPALI CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE
Le principali caratteristiche tecnologiche si riferiscono a determinati elementi accessori originali ancora presenti nel contesto di ogni singolo esemplare analizzato che hanno da sempre contribuito alla funzionalità di ciascuna Casa a Botte e che ancora rappresentano, pure se parzialmente compromessi, l’imprescindibile corollario alla sua immagine originaria.
La tutela di tali elementi è quindi sempre imprescindibile dalla conservazione della Casa a Botte di riferimento.
Le analisi condotte hanno consentito di stimare una considerevole consistenza di accessori originali come il camino, il forno, la cisterna, il comignolo in battuto di lapillo, etc. Tuttavia, anche nei casi in cui non fossero stati ritrovati, perché eventualmente potrebbe essere andata perduta la loro funzione originaria, non è da escludere che possano essere reperibili in prossimità della Casa a Botte, magari nascosti da un’eventuale superfetazione, e pertanto in occasione di futuri interventi edilizi dovrà essere presa in considerazione la necessità di effettuare una ricerca adeguata in tal senso. L’indagine conoscitiva ha portato inoltre a conoscere e individuare puntualmente le superfetazioni e le alterazioni gravanti sui manufatti.
In qualche caso si è riscontrata la presenza di piccoli volumi estranei al corpo principale destinati principalmente ad ambienti di servizio quali servizi igienici o depositi. La loro presenza, soprattutto sulla facciata principale, mortifica la semplicità e la purezza delle costruzioni originarie e dovranno essere certamente rimossi in occasione degli interventi edilizi. I principali elementi estranei riscontrati sono costituiti da guaine bituminose poste al di sopra del battuto di lapillo in copertura, probabilmente per sopperire ad eventuali discontinuità del manto impermeabile, e da pluviali discendenti metalliche o in PVC, certamente in sostituzione di quelle originarie in terracotta.
Un’altra alterazione ricorrente è la presenza di una cornice in tegole posta come elemento decorativo lungo il profilo curvilineo della volta estradossata. Anche in questi casi si dovrà provvedere al ripristino delle condizioni morfologiche e tecnologiche originarie.
Un’ulteriore precarietà riscontrata soprattutto negli esemplari più isolati è la massiccia presenza di vegetazione spontanea negli interstizi delle coperture e nelle fessure della muratura che, se non asportata completamente, rischia di compromettere l’integrità strutturale della costruzione. In alcuni casi tale inconveniente ha già arrecato danni difficilmente riparabili. Gli intonaci sulle pareti esterne sono stati spesso rimaneggiati ma è ancora possibile risalire alla qualità del supporto e al colore della tinteggiatura originale attraverso l’analisi delle porzioni superstiti.
In molti casi la muratura è a vista e converrà evitare di rivestirla, anche perché la tessitura lascia intravedere tecniche di realizzazione spesso diverse, a seconda del periodo di esecuzione oppure della zona in cui è stato costruito il manufatto.
In conclusione, lo stato di fatto della quasi totalità degli organismi edilizi analizzati è tale da permetterne la corretta conservazione, previo consolidamento degli elementi strutturali.
Pertanto si ritiene indispensabile, utilizzando i dati emersi dalle attività conoscitive eseguite, di dover tutelare gli esemplari di Casa a Botte superstiti e gli elementi costruttivi e accessori in esse ancora presenti, seguendo le linee guida di intervento già previste dall’art. 47 comma 2 delle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) del Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) vigente con l’aggiunta delle NOTE riportate al paragrafo 4.2 CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI dello Studio Storico-Documentale elaborato, secondo il quale gli interventi in modalità 2 – Restauro Architettonico (art. 21 delle N.T.A.) previsti sono il 44%, gli interventi in modalità 3 – Restauro Architettonico con riarticolazione degli elementi alterati e risanamento e reinserimento architettonico urbano (art. 22 delle N.T.A.) previsti sono il 28% e gli interventi in modalità 4 – Manutenzione Straordinaria con riconfigurazione dei prospetti e conservazione degli elementi superstiti (art. 23 delle N.T.A.) previsti sono il 28%.